Il CIELO DI MARZO: fra leoni, cani e orse

 

Il Sole da  Acquario passa, il 12 di marzo,  nei Pesci, costellazione dove sarà ancora il 20, giorno dell’Equinozio di primavera,  che corrisponde al momento in  cui  raggiunge il punto g, all’intersezione tra Eclittica e Equatore celeste.

Tra i pianeti potremo ammirare: Mercurio  e Venere    dopo il tramonto  nei Pesci  a Ovest e il 5   in congiunzione uno sopra l’altro, Giove ancora  in Bilancia  per tutta la notte, Marte  in   Ofiuco e Saturno   in  Sagittario   al mattino prima dell’alba, Urano ancora nei Pesci la sera.

Leone

La costellazione del Leone si trova a sud dell’Orsa  Maggiore, hanno entrambi la forma di   trapezio e si trovano  ribaltati l’uno rispetto all’altro . Sulla testa del Leone la criniera è formata da una falce di stelle.

Il Sole vi  transita   dalla metà di agosto alla metà di settembre. Ai tempi dei Babilonesi invece il Sole vi si trovava al ASolstizio d’estate, da cui il termine “Solleone”.

Regolo,  a Leonis,  è un sistema binario di  stelle,  di cui una bianco-azzurra di mag.1,4 e l’altra gialla di mag.7 a   77 anni luce.   Il nome di Regolo “piccolo re” , secondo Plinio gli fu assegnato perché gli astri erranti ogni tanto gli rendono omaggio;  la su importanza è dovuta al fatto che Ipparco, nel 130 a.C., studiandone  le posizioni  rispetto a Spica della Vergine e confrontandola con le rispettive posizioni riscontrate dai Babilonesi  intorno al  2000 a.C. scopri la Precessione degli equinozi.

 Algieba (criniera) , g Leonis, è  una doppia composta da due giganti arancioni di mag. 2  e 3,5 che ruotano l’una intorno all’altra con un periodo di circa 620 anni, a 126 a.l

Il Leone  ha  un gran numero di galassie che appartengono a uno stesso ammasso,   a 38 milioni di  a.l., non molto distante dal Gruppo locale di cui fa parte la nostra galassia, Via Lattea,  Tutte, però, sono di difficile osservazione con piccoli strumenti.

Le più luminose, sotto Chertan,   sono NGC 3628    in alto a E e  sotto M65 a E con M66 a W, due galassie a spirale,   tutte  di   mag.9 distanti 31 milioni a.l.

Fig.3 NGC 3628

 

Fig 4 M65 a E e M66 ad W

A  metà circa   sotto q e a Leonis,   c’è M105 , galassia ellittica che appare rotonda con una parte centrale più luminosa; essa  forma un triangolo di galassie con  a Est NGC 3384 sopra e NGC 3377 sotto;


Fig.5 NGC 3377, NGC 3384 e M105

più in basso  a W ci sono M96, (a dx) una galassia spirale vista di fronte  e M95, una galassia  leggermente inclinata.   Anche loro distano 31 milioni a.l.

Fig.6 M95 e M96

Mitologia

La costellazione rappresenta il leone che viveva in una caverna presso la città di Nemea, vicino a Corinto. Era   feroce e invulnerabile, infatti  la sua pelle non poteva essere trafitta da nessuna arma. Nella sua prima fatica, Ercole  lo affrontò e lo uccise soffocandolo con la forza delle sue braccia: quindi usò gli artigli della belva per staccargli  la pelle, che usò poi per coprirsi.

Fig.7 Il Leone nella rappresentazione, ribaltata, da da Uuranografia di Johannes Hevelius,1690

Leone minore

E’ una costellazione assai debole, introdotta da  Hevelius nel 1690; è compresa tra le zampe dell’Orsa  Maggiore  e   la testa Leone . Non contiene particolari oggetti visibili con piccoli telescopi . Curiosamente, non ha  una stella Alpha, sebbene ci sia una stella Beta Leonis Minoris: ciò sembra sia dovuto ad una svista dell’astronomo inglese Francis Baily, che per errore lasciò senza lettera la stella più brillante. Tutte le altre stelle sono indicate solo  coi numeri  di Flamsted. Pare che Hevelius,    avesse dato a questa stella il nome di Praecipua (“principale”, in latino), ma tale denominazione non ebbe fortuna.

Fig.8 NGC 3344

Oggi la stella più luminosa del Leo Minor viene identificata con il numero di Flamsteed: 46 Leonis Minoris. Interessante è NGC 3344 una galassia spirale vista di fronte a 27 milioni a.l.

Mitologia

La costellazione venne individuata e disegnata  da Johannes Hevelius, per cui non  ha una storia nella mitologia classica.

Fig.9. Il leone minore ribaltato, da Uuranografia di Johannes Hevelius,1690

Chioma di Berenice

La costellazione Chioma di Berenice è situata tra Arturo e il Leone  formata da stelle deboli di cui la più brillante non è a , Diadema, di mag. 5 a 47 a.l.  ma b, una stella doppia di mag. 4,3 con una compagna di mag.10. La maggior parte delle stelle è situata sotto g e forma una associazione di stelle chiamato Melotte 111, riconoscibile con un   binocolo.

In essa è presente l’ammasso di circa 1000 galassie della Chioma distanti 40 milioni di a.l.

Mitologia

Fig.10. La Chioma di Berenice con Arturo da Uuranografia di Johannes Hevelius,1690

Nella mitologia è associata alla regina d’Egitto, Berenice, che sacrifica agli dei la sua bella e fluente chioma per ottenere la salvezza   del marito Tolomeo III  in guerra con il re di Siria . Gli dei la accontentano e la sua chioma in ricordo del suo sacrificio fu messa in cielo come costellazione.

 

Le mappe del cielo sono  tratte da Skymap, software scaricabile in versione demo dal sito http://www.skymap.com

 

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