LEGGIMI! novembre-dicembre

Il nostro secondo appuntamento è focalizzato su due tematiche a prima vista non vicine, ma a mio avviso fortemente connesse: lo sviluppo parallelo delle linee filogenetiche delle popolazioni e delle lingue e l’ecologia della famiglia, ovvero il recupero della missione primaria delle famiglie di educare i propri figli.

Il volume di Cavalli-Sforza ci parla di come le lingue, portatrici di cultura, si siano sviluppate parallelamente alla nostra filogenesi; il volume di Novara ci spinge a trovare le giuste modalità per riappropriarci di una delle missioni più importanti della nostra specie: la trasmissione culturale attraverso i corretti rapporti fra genitori e figli e il vissuto sociale; la Obber ci aiuta, in modo leggero, ma molto serio e concreto, a dare ai nostri bambini dei materiali che li aiutino a diventare moderni cittadini, educati a vivere in modo sereno le diverse età e i diversi generi, insomma a “stare al mondo”!

Contribuisco a quest’ultima tematica con il saggio Il gioco come modello di comunicazione.

 

Geni, popoli e lingue

Luigi Luca Cavalli-Sforza

Editore: Adelphi

Edizione: 8

Anno edizione: 1996

Pagine: 354, ill., Brossura

EAN: 9788845912009

 

Un’analisi esauriente dei dati di genetica umana raccolti negli ultimi cinquant’anni e dei nuovi dati ottenuti con tecniche messe a punto di recente ha permesso ai miei colleghi e a me di cartografare la distribuzione di centinaia di geni su scala mondiale. Da questa mappa abbiamo potuto dedurre le linee filogenetiche delle popolazioni del mondo. Il nostro albero genealogico concorda con un altro albero che comprende un numero minore di popolazioni, costruito a partire da dati genetici fondamentalmente diversi. Inoltre la nostra ricostruzione trova parallelismi sorprendenti in una recente classificazione delle lingue.”

Il volume si basa su due serie di lezioni tenute al Collège de France ed è arrivato alla sua ottava edizione perché, nonostante i suoi 21 anni, conserva intatto il valore di una grande ricerca attuata a livello globale.

Luigi Luca Cavalli-Sforza, con una squadra di altri scienziati, si è dedicato a un’impresa magistrale e poderosa: cartografare la distribuzione di centinaia di geni su scala mondiale per dedurre, dal confronto delle mappe, le linee filogenetiche delle popolazioni umane. In “Geni, popoli e lingue” gli elementi portanti di tale ricerca vengono confrontati e messi in relazione con la distribuzione delle popolazioni sul nostro pianeta ed il conseguente sviluppo dei diversi gruppi linguistici.

L’albero genealogico costruito sui risultati della ricerca, è stato messo in rapporto con una enorme quantità di dati demografici, archeologici, linguistici. La sorprendente conclusione verso cui la ricerca converge ci mostra il sovrapporsi di genealogie diverse: quella genetica, quella paleoantropologica e quella linguistica. I tre tracciati sono intimamente collegati: i geni, i popoli e le lingue si sono irradiati, attraverso una serie di migrazioni che hanno avuto origine in Africa, in modo parallelo e contemporaneo.

Si realizza così una prospettiva unitaria su circa centomila anni di vicende della specie umana. Mai prima d’ora un’indagine scientifica aveva saputo illuminare con altrettanta precisione il rapporto tra geni e culture, riuscendo fra l’altro a chiarire in modo indiscutibile l’inesistenza delle razze umane.

 

Non è colpa dei bambini.

Perché la scuola sta rinunciando a educare i nostri figli e come dobbiamo rimediare. Subito.

Daniele Novara

Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

Anno edizione: 2017

Formato: Tascabile

Pagine: 204, Brossura

EAN: 9788817097185

 

“Sono convinto che il modo più efficace per affrontare le problematiche di bambini e ragazzi sia l’educazione. L’educazione crede nelle potenzialità. L’educazione guarda al bicchiere mezzo pieno e organizza strumenti e processi con l’obiettivo di stimolare, favorire, sostenere l’apprendimento. Ce ne siamo dimenticati.”

Daniele Novara è pedagogista, counselor e formatore. In questo volume, primo nella classifica “Bestseller di IBS Libri – Educazione e formazione – Psicologia dell’educazione”, riversa tutta la sua esperienza maturata nella ricerca e nella formazione psicopedagogica.

Non è colpa dei bambini” parte dalla constatazione che negli ultimi quindici anni gli adulti che hanno avuto a che fare con il mondo dell’infanzia, insegnanti o genitori, hanno dovuto confrontarsi in modo graduale ma inesorabile con una crescente terminologia medico-psichiatrica: disturbi dell’attenzione, autismo, dislessia, discalculia… Le certificazioni sono aumentate in maniera esponenziale e molti bambini – che un tempo sarebbero stati indicati come turbolenti, indisciplinati, in difficoltà – oggi hanno una diagnosi precisa. Eppure, ci racconta qui Novara per la prima volta, i conti non tornano: le diagnosi italiane eccedono la media di qualunque nazione e l’accelerazione con la quale crescono nelle nostre scuole non è in linea con le statistiche internazionali. Cosa sta succedendo? Con le competenze di esperto dell’educazione e l’apprensione di un osservatore empatico del mondo scolastico, Novara ci propone una risposta semplice e sconvolgente: stiamo sostituendo la psichiatria all’educazione. In una scuola, e in una società, che sta abbandonando una delle sue missioni fondamentali – crescere le nuove generazioni – è diventato perversamente più semplice definire malato un bambino che non riusciamo a educare. In queste pagine, ricche di dati chiari e di esperienze sul campo, Daniele Novara ci porta alla scoperta di un sistema che troppo spesso preferisce la terapia all’educazione. Ma ci mostra anche, attraverso percorsi già sperimentati, come sia possibile opporsi a questa deriva, recuperando la missione primaria delle famiglie e dei docenti. Un libro forte e necessario, che non colpevolizza nessuna categoria ma al contrario chiama tutti, genitori, insegnanti e anche medici, terapeuti e funzionari, a un lavoro comune per recuperare il senso vero dell’educare, tracciando una linea netta tra malattia e cattiva educazione, per ridare ai bambini i genitori, la scuola e la società, di cui hanno bisogno.

 

W i nonni!

Cristina Obber

Illustrazioni: Silvia Vinciguerra

Editore: Settenove

Anno edizione: 2017

Pagine: 48, ill., Rilegato

EAN: 9788898947270

Età di lettura: dai 3 anni

 

“Ciao, mi chiamo Giorgio. Oggi io e il mio papà facciamo il bagno al nonno. Il nonno non molla mai il suo bastone perché ha paura di scivolare. Anche io quando sarò grande farò il bagno al mio papà. Il nonno vuole farsi bello perché stasera ci sarà una festa a sorpresa per la nonna.”

 

Cristina Obber, giornalista e scrittrice, attenta osservatrice del presente e profonda conoscitrice delle problematiche legate alle questioni di genere, dopo una serie di volumi per adulti utilizzati anche in alcuni progetti scolastici, ci sorprende con un delizioso volumetto illustrato da Silvia Vinciguerra.

Giorgio e Giorgia, due fratelli che raccontano una giornata della loro famiglia, una famiglia in cui “fare il bagno al nonno” è una pratica gioiosa, una forma di accudimento, un modo di prendersi cura dell’altro. Un “ambiente” in cui ognuno, a prescindere dal sesso e dall’età può contribuire al ben-essere comune.

Una chiara indicazione per i giovani lettori a sentirsi parte di un tutto in cui “ecologicamente” i ruoli non sono precostituiti, ma vengono assunti per quello che ciascuno, in quel momento, può dare e ricevere.

Raccomandiamo particolarmente questo volumetto: esso rappresenta una gradita strenna non solo per la bambina o il bambino che lo riceverà ma per tutti, perché educa i cittadini di domani ad una società inclusiva ed affettuosa.

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